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Cultura aziendale e leadership positiva

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La cultura aziendale è l’insieme dei valori, principi e azioni che si sviluppano in maniera prominente in un contesto lavorativo. Essa è un sistema complesso influenzato e modellato da tre soggetti, attivi nella sua costruzione.

Il leader, colui che sviluppa idee, detta processi e stabilisce le strategie migliori per raggiungere gli obiettivi. I collaboratori che lavorano per realizzare i progetti del leader e ne concretizzano le idee. Il cliente che è co-produttore ed esporta all’esterno l’immagine dell’azienda attraverso la propria soddisfazione.

Quando vogliamo analizzare la cultura aziendale, allora, è necessario tenere in considerazione diversi fattori: mission e vision dell’azienda, ma anche convinzioni, atteggiamenti, comportamenti e pensieri prevalenti di chi ne fa parte.

I valori, le nostre convinzioni e ciò in cui crediamo influenzano il nostro atteggiamento e il modo di agire. Questo, a sua volta, determina le relazioni che si andranno a creare con i nostri interlocutori.

Questi aspetti incidono e determinano il benessere organizzativo all’interno dell’azienda e, nel caso fossero disfunzionali al benessere stesso, è sempre possibile allinearli apportando quei cambiamenti necessari al raggiungimento dell’obiettivo.

La cultura aziendale non è qualcosa di immutabile, al contrario evolve nel tempo, è quindi flessibile per potersi adattare ai cambiamenti, alle evoluzioni che l’organizzazione si trova a fronteggiare.

Essa è strettamente collegata al benessere aziendale: avere collaboratori allineati e motivati, che si sentono costruttori della stessa cultura, apporterà un valore aggiunto significativo per un business di successo.

Come lo stile di leadership influenza tutta la cultura aziendale

In questo panorama, lo stile di leadership adottato risulta essere un fattore essenziale poiché, rispecchiando direttamente la cultura aziendale, influisce sull’ambiente lavorativo e, quindi, sul benessere di tutte le persone coinvolte e sulle relazioni interne ed esterne, nonché sull’immagine dell’azienda esportata nel contesto in cui opera.

In che modo si può sviluppare una leadership positiva? L’ obiettivo è raggiungibile attraverso l’allenamento delle relazioni e l’analisi dei nostri comportamenti, che si basa sull’ autoconsapevolezza, cioè saper esplorare e riconoscere i propri limiti e i punti di forza. Questi ultimi, si traducono in potenzialità che ci caratterizzano, quelle capacità che ci contraddistinguono e ci aiutano a superare limiti e criticità, che sono inefficaci al raggiungimento dell’obiettivo. 

L’allenamento delle potenzialità si basa necessariamente sulla nostra proattività, cioè quella capacità comportamentale di agire anticipatamente rispetto ai problemi e quindi tradurre i pensieri in azioni.

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Quali caratteristiche deve avere un buon leader?

Per essere un buon leader è necessario possedere e allenare molteplici potenzialità:

  • LUNGIMIRANZA – riuscire a vedere oltre, immaginare il futuro e sognare nuove mete;
  • APERTURA MENTALE -possedere pensiero critico, non giudicante ed essere in grado di riconosce i propri errori;
  • CURIOSITA’ – mettere in atto atteggiamenti sfidanti, avere interesse per cose nuove e tensione alla scoperta;
  • AUDACIA – affrontare i problemi, mettersi in gioco, non evitare le situazioni difficili;
  • RESILIENZA – avere la capacità di persistere nelle difficoltà per trovare soluzioni;
  • INTEGRITA’ – agire nel giusto secondo i propri valori;
  • IMPARZIALITA’ – sapere porre attenzione al benessere comune e alla cosa giusta;
  • GIUSTIZIA – esempio di comportamento corretto e leale;
  • INTELLIGENZA SOCIALE – apertura alle relazioni e alla cooperazione; 
  • UMILTA’ – capacità di governare gli eccessi, mettere il proprio sapere al servizio degli altri;
  • PRUDENZA – ponderare le proprie scelte analizzando giovamenti e conseguenze;
  • AUTOCONTROLLO – capacità di governare emozioni e comportamenti;

Queste caratteristiche si traducono, nell’agire comune, in azioni virtuose come la capacità di prefissare obiettivi a lungo termine, il saper tradurre idee in strategie e processi concreti per la loro attuazione, porre attenzione alla crescita delle persone, riuscire a motivare e coinvolgere i propri collaboratori, saper gestire i conflitti con empatia  controllando le proprie emozioni, accettare i propri limiti e quelli degli altri vedendoli come punto di partenza di un percorso di miglioramento e sviluppo del potenziale.

Un leader capace ed apprezzato deve quindi possedere ottime competenze tecniche, ma anche soft skills che si traducono in abilità sociali, empatia, capacità comunicative e di autocontrollo.  Tutte quelle caratteristiche che rientrano sotto il nome di intelligenza emotiva.

D. Goldman., definisce l’intelligenza emotiva come “la capacità di motivare se stessi, persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare le gratificazioni, di modulare i propri stati d’animo, evitando la sofferenza che ci impedisce di pensare e di essere empatici.”

I 5 tipi di leadership

Esistono, secondo Goldman, 5 diversi stili di leadership:

  1. Autoritaria. Il leader non lascia spazio alle idee altrui, non è coinvolgente ma molto direttivo. Questo stile non crea benessere e, di solito, il leader è poco stimato.
  2. Democratica. Il leader guida il gruppo, è attento ai feedback dati e ricevuti dal suo team, ricorre alle consultazioni, coinvolge i collaboratori. Lavora per motivarli aumentando il senso di appartenenza.
  3. Transazionale. Questo stile di leadership è focalizzato sugli obiettivi. Il leader tiene viva la motivazione attraverso ricompense (viaggi, aumenti, promozioni).
  4. Trasformazionale. È uno stile focalizzato sulla motivazione, è importante raggiunge obiettivi, ma la priorità sono i valori (clima positivo, buone relazioni, capacità comunicative, empatia).
  5. Delega. Il leader è invisibile, distribuisce gli incarichi, responsabilizza e motiva i collaboratori.

La delega, ben strutturata, può rappresentare una forte leva motivazionale e di crescita della persona. Se si adotta questo stile di leadership, è importante tener presenti alcuni accorgimenti affinché sia efficace ed efficiente.

La delega non deve essere attuata in maniera sbrigativa, è indispensabile spendere tempo, energie e risorse. Bisogna scegliere persone che abbiano competenze e capacità in linea con il ruolo assegnato e fornirgli una formazione adeguata sui processi dei compiti che sono chiamati a svolgere.

Le persone a cui si è delegato un compito, andrebbero costantemente monitorate nella fase iniziale, il monitoraggio è il fulcro di una delega efficace. È altresì importante far leva sui feedback, siano essi positivi o negativi, e vederli come possibile margine di crescita.

In conclusione, per sviluppare una leadership positiva e creare una cultura aziendale basata sul benessere organizzativo, è importante essere consapevoli del proprio stile di leadership, capire se sta funzionando ed essere flessibili sapendo coniugare i diversi stili in relazione alle persone e agli obiettivi prefissati.

L’attenzione andrebbe maggiormente focalizzata sul come piuttosto che sul cosa sto facendo!

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